Manerbio avrà un vincitore italiano: sarà Paolo Lorenzi a sfidare Gaio nel match clou, dopo aver gestito un match molto complicato contro Teymuraz Gabashvili. La classifica ATP (n.126 contro 425) non deve ingannare: per tutta la settimana, il russo ha espresso un tennis di buonissimo livello. Lorenzi lo sapeva e ha giocato un match di estrema attenzione: gli è bastato un break per set per sigillare il 6-4 6-4 che garantisce una finale tutta italiana. Grande equilibrio fino al 4-4, poi il russo ha commesso due gravi doppi falli consecutivi, dando il là al break di Lorenzi (peraltro ottenuto con una bella palla corta). Nel secondo, lo strappo arrivava ancora prima e “Paolino” rischiava qualcosa sul 3-2 (due palle break annullate) e anche nell’ultimo game, in cui ha rimontato da 15-40. Nel secondo punto del game, l’azzurro si è recato dalla parte di campo di Gabashvili per verificare un segno. Condotta punita piuttosto severamente dai regolamenti ATP, infatti gli è costata un warning. “Lì c’è stato un malinteso – spiega Lorenzi – in passato avevo chiesto ad alcuni arbitri e mi hanno detto che non era una cosa così grave, invece pare che lo sia. Personalmente, volevo solo vedere il segno perché l’arbitro mi aveva dato il punto, poi aveva cambiato idea. Ero molto tranquillo”. Quel game ha rischiato di scappargli via e alimentare le speranze di Gabashvili, la cui compagna allattava tranquillamente la figlia durante il match, ma Paolo si è ripreso grazie all’arma in più di questa giornata: il servizio. “Gabashvili tirava veramente forte, faticavo a capire dove avrebbe indirizzato i colpi – dice Lorenzi – però mi ha aiutato il servizio. Quando avevo bisogno della prima la mettevo sempre, mentre lui ha commesso un paio di doppi falli che mi hanno consegnato il primo set. La differenza è stata lì, per il resto non si sono certo viste le 300 posizioni di differenza”.

FINALE TRA AMICI

Che finale sarà? “A Roma non giocai benissimo, forse neanche lui, però era più solido di me – dice Gaio – per me non era un gran periodo, spero di fare meglio. Paolo è una persona intelligentissima e riesce a esserlo anche sul campo. Non è facile giocare con uno così, non regala mai un punto ed è sempre attivo. Se gli lasci l’iniziativa, sa cosa fare. Prepara benissimo le partite e le legge altrettanto bene. Dovrò pensare a me, sicuramente è uno dei più bravi in assoluto a livello tattico”. Se i precedenti sono soltanto tre, in realtà i due si conoscono benissimo, oltre a essere buoni amici. “Per 4-5 anni ci siamo allenati insieme quasi tutti i giorni al Centro FIT di Tirrenia – replica Lorenzi – abbiamo giocato tanti tornei insieme e soltanto questa settimana saremo andati a cena almeno quattro volte, senza contare che lo scorso weekend abbiamo giocato a squadre in Bundesliga. Mi aspetto una partita difficile, in fondo ci ho già perso quando era molto giovane. Credo che Federico abbia tantissime qualità, sia fisiche che tennistiche. Il suo problema è la continuità: ci sono tornei in cui va molto avanti, poi magari infila 3-4 primi turni di fila. Questo può danneggiarlo a livello di classifica”L’ultima giornata del Trofeo Dimmidisì inizierà alle 14 con la finale del doppio, sfida tra Francia e Brasile: da una parte Doumbia-Reboul, dall’altra Neis-Romboli: i sudamericani hanno sconfitto la coppia di Simone Bolelli, che faceva coppia con l’argentino Andres Molteni. Tanta lotta, ma alla fine si sono imposti i brasiliani per 11-9 al super tie-break, peraltro con qualche tensione. La finale tutta azzurra è prevista non prima delle 16.15. L’ingresso per il pubblico costerà 10 euro, con una certezza: comunque vada, le casse del Campo Centrale risuoneranno l’inno composto nel 1847 da Goffredo Mameli.

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