A tre anni dall'ultimo titolo, Federico Gaio torna a vincere. Lo fa nel migliore dei modi, al Trofeo Dimmidisì di Manerbio: il nuovo ranking ATP lo vedrà al n.145. In finale lascia quattro giochi a un Lorenzi un po' spento. “Sapevo di dover fare gioco: ci sono riuscito alla perfezione”. Giornata di festa per l'intera comunità manerbiese: il torneo ha ripreso ad essere un vanto del territorio. Bastano due parole per sintetizzare il significato di questa settimana, sia per Federico Gaio che per il Trofeo Dimmidisì di Manerbio (46.600€, terra): “Nuova Partenza”. Reduce da un anno di doloroso stop, il torneo è tornato più bello che mai; da parte sua, il faentino torna a vincere un torneo dopo tre anni e lo fa nel migliore dei modi, intascando un best ranking (n.145 ATP) che può dare il là a una nuova carriera, dai sentieri ancora inesplorati. Gaio ha affrontato alla perfezione la finale-derby contro Paolo Lorenzi, imponendosi 6-3 6-1 in 72 minuti. Il punteggio rispecchia un mix dolcissimo (per Gaio) e letale (per Lorenzi): il romagnolo ha giocato la migliore partita della settimana, mentre per il toscano è stata decisamente la peggiore. C'è stata battaglia nei primi game: era Lorenzi il primo ad avere due palle break nel secondo game, ma Gaio le annullava con un ace e una combinazione servizio-dritto. All'inizio non c'era molto gioco, entrambi erano contratti, ma era Gaio ad avere le idee più chiare. Nel cuore del set ci sono stati tre break consecutivi, due per il faentino. Accorciava lo scambio nel modo giusto, e ha trovato nella palla corta un alleato efficace e prezioso. Sul 5-3, aiutato da qualche errore di Lorenzi, gli strappava nuovamente il servizio e chiudeva il parziale con relativo agio. Si pensava che “Paolino”, giocatore esperto e di qualità, potesse rientrare

Continue Reading

 Like
Manerbio avrà un vincitore italiano: sarà Paolo Lorenzi a sfidare Gaio nel match clou, dopo aver gestito un match molto complicato contro Teymuraz Gabashvili. La classifica ATP (n.126 contro 425) non deve ingannare: per tutta la settimana, il russo ha espresso un tennis di buonissimo livello. Lorenzi lo sapeva e ha giocato un match di estrema attenzione: gli è bastato un break per set per sigillare il 6-4 6-4 che garantisce una finale tutta italiana. Grande equilibrio fino al 4-4, poi il russo ha commesso due gravi doppi falli consecutivi, dando il là al break di Lorenzi (peraltro ottenuto con una bella palla corta). Nel secondo, lo strappo arrivava ancora prima e “Paolino” rischiava qualcosa sul 3-2 (due palle break annullate) e anche nell'ultimo game, in cui ha rimontato da 15-40. Nel secondo punto del game, l'azzurro si è recato dalla parte di campo di Gabashvili per verificare un segno. Condotta punita piuttosto severamente dai regolamenti ATP, infatti gli è costata un warning. “Lì c'è stato un malinteso – spiega Lorenzi – in passato avevo chiesto ad alcuni arbitri e mi hanno detto che non era una cosa così grave, invece pare che lo sia. Personalmente, volevo solo vedere il segno perché l'arbitro mi aveva dato il punto, poi aveva cambiato idea. Ero molto tranquillo”. Quel game ha rischiato di scappargli via e alimentare le speranze di Gabashvili, la cui compagna allattava tranquillamente la figlia durante il match, ma Paolo si è ripreso grazie all'arma in più di questa giornata: il servizio. “Gabashvili tirava veramente forte, faticavo a capire dove avrebbe indirizzato i colpi – dice Lorenzi – però mi ha aiutato il servizio. Quando avevo bisogno della prima la mettevo sempre, mentre lui ha commesso un paio di doppi falli che mi hanno consegnato il primo set. La differenza è stata lì, per il resto non si sono certo viste le 300 posizioni di differenza”.

Continue Reading

 Like
19 anni dopo Stefano Tarallo, un tennista italiano tornerà a vincere il Trofeo Dimmidisì. Si giocheranno il titolo Federico Gaio e Paolo Lorenzi, chiudendo da avversari una settimana in cui sono spesso andati a cena insieme. Il faentino batte in rimonta Federico Coria, il senese serve meglio di Gabashvili. Finale in programma alle 16.15 La lunga attesa è finalmente terminata. Per i frequentatori del Trofeo Dimmidisì di Manerbio (46.600€, terra), la vittoria di un tennista italiano era diventata un'ossessione. Da quando il torneo è entrato nel circuito Challenger, l'unica vittoria risale al lontano 2000, quando si ragionava ancora in lire e non in euro. Vinse Stefano Tarallo, che oggi ha 43 anni e fa il maestro di tennis a Roma. Comunque vada, il pubblico manerbiese potrà festeggiare con Federico Gaio o Paolo Lorenzi, emersi da un sabato pieno di afa e insidie. Fortunatamente, il Centrale del TC Manerbio è circondato da alberi che danno ossigeno anche nei giorni più caldi, ma alle 13.30 – come ammesso dallo stesso Gaio – le condizioni erano davvero complicate. Il faentino sembrava spacciato al termine di un primo set giocato male contro Federico Coria, fratello minore dell'ex n.3 Guillermo. Non possiede la sua classe, anche se lo ricorda in alcune movenze, soprattutto nell'esecuzione del rovescio lungolinea. Gaio è partito contratto e il primo set è volato via in 26 minuti. “Ho iniziato male, sbagliando molto, mentre lui era solido e preciso. Avevo fretta, nel primo game mi sono autobrekkato e ho continuato così per un bel po'. Le cose sono cambiate a inizio secondo, quando ho annullato diverse palle break e mi sono aggrappato al servizio, poi lui è sceso molto sul piano fisico” ha detto Gaio dopo l'1-6 6-4 6-2 finale. Il momento chiave è stato il secondo game del secondo set, quando ha dovuto fronteggiare sei palle break, annullandole almeno tre con giocate piuttosto rischiose. C'è

Continue Reading

 Like
Saranno due i semifinalisti azzurri a Manerbio: oltre a Gaio, ha conquistato il pass l'inossidabile Paolo Lorenzi. Per il senese è stata una giornata altrettanto dura, con due match e qualche brivido nel quarto di finale contro Sadio Doumbia. Tra l'altro, dopo la vittoria contro Andrea Collarini (6-4 6-3) è stato festeggiato dallo staff manerbiese per il 400esimo successo in carriera nel circuito Challenger. Un “400” gigante, una torta e una bottiglia di vino pregiato (il Perla del Garda Extra Brut) hanno allietato una giornata che si è complicata nel tardo pomeriggio, contro un avversario che si era presentato a Manerbio senza particolari pretese e – a un certo punto – è rimasto l'unico in gara sia in singolare che in doppio. In mattinata, il francese aveva estromesso Andrea Pellegrino: grandi rimpianti per il pugliese, avanti 4-1 nel terzo set prima di spegnere la luce e perdere cinque giochi di fila. Peccato, perché le trame di Doumbia (colpi senza troppa rotazione, rovescio a una mano in slice) sembravano finalmente domate. Contro Lorenzi, il 28enne di Tolosa (n.307 ATP) è partito fortissimo, con tante soluzioni rapide a non dare ritmo al senese. Battaglia infinita nel secondo: Lorenzi prendeva un break di vantaggio (2-0), poi veniva risucchiato e Doumbia si portava addirittura 4-3 e servizio. Nell'ottavo game, sul 30-15, ha tentato un servizio “da sotto”, fuori di pochi centimetri. L'episodio ha dato una scossa a Lorenzi, capace di rimettere in sesto il parziale. Chi pensava che il terzo fosse una formalità, tuttavia, è rimasto deluso. Doumbia ha preso un break di vantaggio, Lorenzi lo ha riacchiappato ma ha nuovamente rischiato grosso sul 2-2 (rimontando da 15-40). Chiamato a servire per rimanere nel match, il francese ha commesso alcuni gravi errori e ha chiuso con una goffa volèe alta, sparata in mezzo alla rete a sigillare il definitivo 1-6 7-5 6-4. Lorenzi ha giocato

Continue Reading

 2
Due azzurri in semifinale al Trofeo Dimmidisì: Federico Gaio e Paolo Lorenzi vincono due partite a testa e ci tengono in lizza per un risultato che manca da 19 anni. Il faentino è a Manerbio in solitudine: “Sarebbe meglio avere il mio coach, ma sto trovando continuità e ordine in quello che faccio”. Il senese festeggia nel migliore dei modi le 400 partite vinte nel circuito Challenger. In semifinale anche Coria e Gabashvili. Nel tennis capitano giornate toste, difficili, impegnative. Succede anche di dover giocare due partite in un solo giorno. È quanto accaduto a diversi giocatori al Trofeo Dimmidisì di Manerbio (46.600€, terra). Con cinque ottavi da completare, in mattinata il traguardo delle semifinali era ancora un miraggio. Il primo a centrarlo è stato Federico Gaio, che ha mixato bravura e fortuna nel doppio impegno contro Nino Serdarusic e Lorenzo Giustino. In mattinata, ha difeso a oltranza contro il tennis aggressivo del serbo, riuscendo a emergere dopo un inizio complicato (3-6 6-3 6-4 lo score). Nel pomeriggio è stato fortunato: Giustino si è dovuto ritirare dopo appena sei game per un dolore al gomito, frutto di uno sfortunato incidente in mattinata: nel durissimo match contro Pavel Kotov (vinto 1-6 6-4 7-5 in quasi tre ore), nel rincorrere una smorzata si è impuntato sulla terra battuta e, sullo slancio, ha colpito la rete sia con la spalla che con il gomito. Quest'ultimo si è gonfiato: a caldo è riuscito a concludere l'impegno, ma contro Gaio non era in grado di giocare, alzando bandiera bianca sul 4-2 per il faentino. “È stata una giornata lunga e difficile – racconta Gaio, alla quarta semifinale stagionale – all'inizio non puoi pensare alla possibilità di giocare due partite, ma concentrarti solo sulla prima. Per esempio, io sono un po' lento a carburare, quindi mi sono svegliato molto presto per essere

Continue Reading

 1
È davvero un ottimo Andrea Arnaboldi quello che si sta ammirando al Tennis Club Manerbio. Il canturino è stato il primo a centrare un posto nei quarti, migliorando le sensazioni, già buone, mostrate martedì. Il match contro il giovane Francisco Cerundolo presentava molte insidie, invece ha gestito la situazione nel migliore dei modi. In una giornata condizionata dal faticoso ripristino della praticabilità dei campi (gli acquazzoni della sera prima, e anche della notte, hanno messo a dura prova la terra battuta manerbiese), “Arna” ha fatto valere la sua esperienza, gestendo meglio la lunga attesa. D'altra parte, era la sua 460esima partita nel circuito Challenger, mentre per l'avversario appena la decima. Sin dai primi scambi, Arnaboldi ha capito che il suo tennis atipico avrebbe messo in difficoltà Cerundolo. Ed è stato bravo a non perdere mai la concentrazione, chiudendo in appena 80 minuti con un secco 6-2 6-3. L'unico momento di difficoltà è arrivato nell'ultimo game, quando Cerundolo ha avuto quattro palle break per rientrare in partita. Il lombardo ne ha giocate tre alla grande (splendida volèe, combinazione servizio-dritto e servizio vincente), e solo in un'occasione l'argentino ha potuto giocarsi lo scambio, ma ha messo in corridoio un rovescio. Grande soddisfazione per Arnaboldi, che peraltro ha chiuso il match con una delicata volèe di dritto. La classifica (n.257 ATP) non rende giustizia al suo livello, peraltro dimostrato poche settimane fa a Wimbledon. Lui continua a impegnarsi con passione e la giusta motivazione, convinto che ci sia ancora spazio per raggiungere obiettivi inediti. Nei quarti se la vedrà con il vincente di Gabashvili-King, match obbligato al rinvio per le condizioni del Campo 3, l'ultimo a tornare praticabile dopo i disastri meteo del giorno prima. E chissà che Manerbio non possa dargli quelle soddisfazioni mai ottenute in tre partecipazioni (2005, 2009 e 2017),

Continue Reading

 Like
Fresco di collaborazione con l'accademia di Riccardo Piatti, il senese punta deciso a ritrovare i top-100 grazie a un nuovo equilibrio nella preparazione atletica. “Continuando a sottopormi a carichi di lavoro pesantissimi, non riuscivo più a recuperare”. A Manerbio vince in rimonta contro Peter Torebko in un match sospeso da mercoledì. Un ottimo Arnaboldi raggiunge i quarti.   Guai a darlo per finito. Tra quattro mesi, Paolo Lorenzi compirà 38 anni ma non ne vuole sapere di alzare bandiera bianca. Anzi, uscito dai top-100 ATP dopo anni di gioiosa permanenza, ha tutta l'intenzione di tornarci e togliersi ancora belle soddisfazioni. Nel giorno del 38esimo compleanno di Roger Federer, ha raccolto una bella vittoria all'esordio nel Trofeo Dimmidisì (46.600€, terra). Non tanto per la classifica, o per il valore dell'avversario (il tedesco Peter Torebko, n.305 ATP), ma per il modo in cui si è sviluppata la partita. Mercoledì pomeriggio, prima che si abbattesse un diluvio universale su Manerbio, il tedesco faceva il bello e il cattivo tempo. Aveva trovato una finestra sul lato destro di Lorenzi e ha raccolto tanti vincenti. Al rientro in campo, dopo una lunga attesa prima che i campi tornassero praticabili, si è visto un altro match. Lo score finale recita 2-6 6-1 6-4 per Lorenzi, bravo a trovare il break decisivo nel settimo game del terzo, al termine di uno spettacolare corpo a corpo a rete. “Insieme al mio allenatore Cristian Brandi abbiamo studiato gli errori di ieri – racconta Lorenzi – ero lento e passivo, oggi ho cercato di spingere di più ed è stata la chiave. Ieri tiravo troppo piano con il dritto e aspettavo le sue giocate. Oggi sono stato più aggressivo e ho servito meglio”. Quando gli chiediamo se la lentezza del campo gli è stata d'aiuto, la prima testa di serie

Continue Reading

 Like
Il programma di mercoledì si è improvvisamente concluso intorno alle 18.15, quando sul Tennis Club Manerbio si è scatenato un violento acquazzone che ha costretto a modificare l'ordine di gioco di giovedì, anche se l'unico singolare ancora da terminare è quello di Paolo Lorenzi. Opposto a Peter Torebko, l'azzurro era in grande difficoltà ed è stato penalizzato dalla sospensione, giunta quando stava prendendo il giusto ritmo. La pioggia è arrivata sul 6-2 1-2 per Torebko: fino a quel momento, il tedesco aveva giocato con la giusta aggressività e sorpreso spesso il senese sul lato del dritto. In precedenza, oltre a quello di Giustino, erano arrivate altre due belle vittorie per l'Italia. In mattinata, Andrea Pellegrino aveva fatto un passo avanti rispetto alle già buone sensazioni del primo turno. Se contro Gomez Herrera si era disunito e aveva rischiato di perdere, stavolta non ha perso la concentrazione e ha superato 6-1 6-4 il portoghese Goncalo Oliveira (che è anche il suo compagno di doppio). Adesso sfida il francese Sadio Doumbia in un match tutt'altro che impossibile. Pochi minuti prima che si scatenasse il diluvio, Federico Gaio aveva portato a casa un match thriller contro il francese Fabien Reboul, tennista elegante e dalle movenze da doppista, bravo ad accorciare il campo. Sotto 3-1 nel terzo set, il faentino ha vinto quattro giochi di fila e si è procurato un matchpoint sul 5-4 e servizio. Ha commesso un doppio fallo e da lì ha perso ben sette punti di fila, trovandosi sull'orlo della sconfitta. Sul 5-6 ha cancellato ben quattro matchpoint in un game giocato tra mille paure, ma sempre con generosità. Scampato il pericoloso, ha dominato il tie-break con ottime giocate. Tra l'altro, sull'ultimo punto Reboul ha tentato un inutile servizio “da sotto”, facendosi infilare da Gaio. Dopo il successo, Federico ha

Continue Reading

 1
Sempre più vicino al traguardo di una vita, il simpatico napoletano parte bene al Trofeo Dimmidisì, schivando le mille insidie proposte da Martin Cuevas. I segreti del team italo-spagnolo e la questione politica. “L'ATP dovrebbe comunicare meglio i tornei Challenger e i soldi dovrebbero essere distribuiti in modo più corretto. Mi hanno chiesto di candidarmi al player council e ho detto sì”. Anche Pellegrino e Gaio agli ottavi, un acquazzone interrompe il programma (e il match di Lorenzi) “Bisogna lavorare tanto, ma il lavoro deve essere di qualità”. È una delle frasi preferite di Lorenzo Giustino, tra i giocatori più attesi al Trofeo Dimmidisì di Manerbio (46.600€, terra). Numero 130 ATP, ha scelto la Bassa Bresciana per raggiungere l'agognato traguardo dei primi 100. Accompagnato da coach Gianluca Carbone, ha vinto un match decisamente ostico contro Martin “Bebu” Cuevas. Un match durissimo, spettacolare, anche teso, che gli ha dato un posto negli ottavi. Il suo prossimo avversario sarà il russo Pavel Kotov, reduce dalla finale al Challenger di Segovia. Giustino ha saputo schivare le tante bucce di banana disseminate dall'uruguaiano. “Cuevas ha talento, gioca bene ma è vittima di tanti alti e bassi. Mi ha messo in crisi soprattutto con il servizio, c'erano alcuni momenti in cui non riuscivo a toccare palla – racconta Giustino dopo il 7-6 3-6 6-3 finale – inoltre è stato difficile mentalmente perché lui, a mio avviso, non è stato troppo sportivo. C'erano momenti in cui giocava al massimo, altri in cui si lamentava, parlava, lanciava la racchetta, discuteva... poi all'improvviso ricominciava a giocare bene”. Tra i due c'è stata anche una piccola discussione sul 4-2 nel secondo, quando Cuevas se l'è presa verbalmente con Giustino. È lo stesso Lorenzo a spiegare com'è andata. “Ha tirato una palla nettamente fuori, io ho confermato che la chiamata

Continue Reading

 Like
L'ex top-50 ATP sta svolgendo una programmazione coraggiosa per tornare ai livelli di un tempo. Manerbio è una buona chance per raccogliere punti: ha esordito bene contro un buon Jacopo Berrettini. L'Italia perde anche Zeppieri e Bortolotti, ma si salva con Arnaboldi. Mercoledì: big in campo.   Insieme a Paolo Lorenzi e Simone Bolelli, il giocatore più importante al Trofeo Dimmidisì di Manerbio (46.600€, terra) è il russo Teymuraz Gabashvili. In un passato non troppo distante è stato numero 43 ATP, ha vinto 10 Challenger e – soprattutto – vanta due apparizioni negli ottavi del Roland Garros, nel 2010 e nel 2015. Persona vivace, accompagnato a Manerbio dalla compagna e dalla figlia piccola, ha superato Jacopo Berrettini col punteggio di 6-0 6-7 6-3. A parte un primo set surreale, durato appena 18 minuti, c'è stato grande equilibrio e lo strappo decisivo è arrivato nell'ottavo game del terzo set, quando Berrettini ha commesso qualche errore di troppo. Nonostante abbia 34 anni e il meglio sia inevitabilmente passato, il russo gioca ancora con la grinta dei bei tempi, facendo capire al pubblico di Manerbio perché è soprannominato “Tsunami”. Per il fratello minore di Matteo rimane qualche rimpianto per alcune piccole chance avute nel terzo set. In particolare, si è trovato 15-30 sul servizio di Gabashvili sul 2-2. A quel punto ha sbagliato alcune risposte non impossibili, peraltro sulla seconda palla del russo. Anche sul 3-3 si è trovato 30-30, ma alla fine è stato lui a cedere. “Partita molto complicata, anche se il primo set è stato inaspettatamente facile – ha detto Gabashvili – lui non era pronto, forse era condizionato dal mio passato, non so. Di sicuro ha sbagliato molto. Nel secondo set sapevo che avrebbe dato tutto: è cresciuto molto e io non l'ho fatto. Sapevo che se avessi servito

Continue Reading

 3